Guerra e supporto

Pussy Riot e FEMEN bloccano il padiglione russo alla Biennale di Venezia

07.05.2026
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Pussy Riot e FEMEN bloccano il padiglione russo alla Biennale di Venezia

Le Pussy Riot e FEMEN hanno organizzato un'azione di protesta congiunta davanti al padiglione russo alla Biennale di Venezia. Le attiviste hanno bloccato l'ingresso al padiglione, manifestando contro la partecipazione della Russia a uno dei più prestigiosi eventi artistici d'Europa, sullo sfondo della guerra in corso contro l'Ucraina.

Secondo le partecipanti all'azione, lo Stato russo usa la cultura come strumento di propaganda, nascondendo dietro le esposizioni artistiche i crimini di guerra e la distruzione.

Le rappresentanti di FEMEN e Pussy Riot hanno dichiarato che «ogni opera esposta nel padiglione russo poggia su fondamenta invisibili: il sangue ucraino».

Durante la performance, le attiviste hanno esposto cartelli con scritte quali: «La Russia uccide — la Biennale espone», «Il sangue — l’arte della Russia» e «Arte per la facciata — tombe sotto».

Hanno inoltre esortato gli organizzatori della Biennale a mostrare la «realtà della guerra»: le città ucraine distrutte, le fosse comuni e le conseguenze degli attacchi missilistici russi contro i civili.

Secondo i dati di UAService Hub, questa azione è stata la prima iniziativa pubblica congiunta di Pussy Riot e FEMEN. Entrambi i movimenti sono noti per le loro proteste contro l’autoritarismo, le dittature e la politica imperialista russa. La protesta è stata accompagnata da un tentativo di irrompere all’interno del padiglione russo e ha attirato una notevole attenzione da parte della polizia e dei visitatori della Biennale.

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