Il Consiglio delle Chiese chiede al Papa di salvare dalla fame gli ucraini dei territori occupati
Il Consiglio panucraino delle Chiese e delle organizzazioni religiose si è rivolto al Papa Leone XIV, esortandolo a fare tutto il possibile per salvare gli abitanti della città occupata di Oleshky, nella regione di Kherson. Secondo i dati del Consiglio, la città si trova in una situazione di blocco umanitario ed è sull’orlo di una catastrofe umanitaria. Secondo diverse stime, a Oleshky e nelle zone limitrofe potrebbero trovarsi ancora oltre 6.000 persone, tra cui circa 200 bambini. Gli abitanti non hanno accesso sufficiente a generi alimentari, acqua potabile, medicinali e altri aiuti essenziali. Il Consiglio delle Chiese afferma che le ultime forniture di generi alimentari risalgono alla fine di maggio 2026. Secondo le loro informazioni, i militari russi impediscono agli abitanti di lasciare la città. Oleshky si trova vicino alla linea del fronte, pertanto i civili sono quotidianamente esposti al rischio di bombardamenti e attacchi con droni. Mancano le forniture di elettricità e gas, e le infrastrutture critiche sono in gran parte distrutte. Nel suo appello, il Consiglio delle Chiese chiede in particolare a Papa Leone XIV, al Consiglio Ecumenico delle Chiese, all’Alleanza Evangelica Mondiale e ad altri leader religiosi e difensori dei diritti umani di far sentire la propria voce e di utilizzare ogni mezzo a loro disposizione per impedire che le persone muoiano di fame. Allo stesso tempo, gli Stati membri dell’ONU e il Comitato Internazionale della Croce Rossa sono stati esortati a facilitare lo svolgimento di una missione umanitaria e l’evacuazione degli abitanti di Oleshky verso il territorio controllato dall’Ucraina. Il Consiglio delle Chiese ha ricordato che la parte ucraina ha già più volte richiamato l’attenzione delle organizzazioni internazionali sulla situazione nella città e ha cercato di concordare l’evacuazione dei civili. Oleshky ha inoltre subito una grave inondazione nel 2023 in seguito alla distruzione della centrale idroelettrica di Kakhovka. Attualmente la città rimane sotto occupazione temporanea da parte della Russia.