130 attivisti italiani si sono recati a Odessa nell'ambito di una missione di pace
Dal 25 al 28 agosto 2026, il MEAN — Movimento Europeo di Azione Nonviolenta — ha condotto la missione «Adesso, Odessa» in Ucraina.
A Odessa sono giunti 130 attivisti italiani per incontrare i giovani ucraini, le organizzazioni della società civile, le comunità religiose, i rappresentanti delle autorità locali e della società civile.
L’obiettivo della missione non era solo quello di esprimere solidarietà all’Ucraina, ma anche, attraverso la presenza personale, il dialogo e i legami umani, di sostenere gli ucraini e rafforzare la cooperazione tra la società civile ucraina ed europea. I partecipanti hanno incontrato studenti, volontari, rappresentanti delle istituzioni e residenti di Odessa, hanno discusso del futuro dell’Ucraina e dell’Europa e hanno parlato del ruolo delle azioni non violente nella costruzione della pace.
I partecipanti alla missione hanno descritto così l’esperienza del soggiorno a Odessa: «La scorsa notte Odessa è stata colpita da bombardamenti che sono durati diverse ore. Abbiamo condiviso con la città il suono dell’allarme, l’attesa, la paura, l’incertezza. È proprio per questo che siamo a Odessa: per non lasciare sola la popolazione civile e per sostenere coloro che da oltre quattro anni vivono in guerra e nonostante essa. Anche dopo l’attacco aereo di questa mattina, Odessa continua a vivere. Le strade si riempiono, le persone riprendono le loro attività, la città resiste con grande tenacia».
La conclusione della missione è stata particolarmente simbolica. I partecipanti italiani e ucraini si sono riuniti davanti al Teatro Nazionale Accademico dell’Opera e del Balletto di Odessa e hanno cantato insieme la canzone italiana «Bella ciao», che sia in Italia che in Ucraina è diventata uno dei simboli della resistenza e della solidarietà.
Successivamente, i partecipanti si sono diretti verso la Scalinata Potemkin, cantando e sventolando cartelli con la scritta «Putin go home». Questo gesto spontaneo è stato una sorta di addio a Odessa e, al contempo, una dimostrazione di sostegno agli ucraini. È proprio in questo che gli organizzatori di MEAN vedono il senso dell’azione non violenta e della solidarietà internazionale.